Linea Gustav

img2879

Durante l’ultimo conflitto il paese di Santi Cosma e Damiano (in quel periodo unito a Castelforte) ha pagato un prezzo altissimo sia in termini di vittime tra la popolazione civile che nella distruzione dell’abitato.

Le ferite aperte nell’animo dei sopravvissuti, costretti a rifugiarsi nelle cavità montane o nelle fogne per sfuggire ai rastrellamenti e ai bombardamenti, hanno lasciato una traccia indelebile. Le truppe tedesche, che avevano istituito le loro sedi di comando e comunicazione nei palazzi nobiliari della famiglia Viccari e Tibaldi, dopo l’8 settembre avevano previsto l’evacuazione, ma la popolazione si era rifugiata sui Monti Aurunci.

Ben presto però si diffuse la notizia che una via di salvezza c’era, un percorso che attraversando le Ravi faceva giungere fino a San Lorenzo dove erano accampate le truppe di liberazione: per i primi che si avventurarono fu un vero e proprio calvario in quanto finirono su un campo minato e molti di loro morirono, il grosso del gdownloadruppo grazie al sacrificio dei loro fratelli riuscì a raggiungere il luogo tanto sospirato grazie anche all’ausilio dei pastori che si improvvisarono guide negli ardui sentieri che dalle colline portavano a valle.

La ricorrenza del 12 maggio viene ricordata ogni anno come giorno di liberazione dall’occupazione tedesca da parte delle truppe franco marocchine, che riuscirono nell’impresa  di rompere il fronte della linea proprio in queste zone dando una svolta all’esito del conflitto. Sulle violenze, le storture e le linee di confine tra il bene e il male molto altro si dovrebbe dire, ma si sa che la storia stende un velo pietoso su quanto di brutto e orrido accade nei secoli, velo che non può comunque per sempre nascondere la verità.