Storia del territorio

DSC00045Un luogo collinare che permette un percorso storico dalla preistoria ai giorni nostri.

Ufficialmente un riferimento ai Casali di SS. Cosmo e Damiano compare nel 954 d.c. nel Codex Diplomaticus Caietanus dove lo si colloca juxta ipsu ribu et iuxta caldana ossia presso lo stesso rivo (Ausente) e presso la Caldana (sorgente termale). Si può però ragionevolmente desumere l’esistenza di villaggi nel suo territorio anche prima a causa dell’invasioni dei Goti e dei Longobardi o quelle dei Saraceni che costrinsero le popolazioni abitanti lungo il corso del fiume o lungo la costa a cercare riparo nell’entroterra.

Sempre attraverso i documenti sappiamo che nel 1623, quello che a tutti gli effetti può ormai essere considerato un paese (nel 1447 si potevano contare 148 nuclei familiari) fu eretto ad “Università dei Casali” con una sua autonomia Amministrativa e una definitivo confine territoriale costituito dai Casali della Cupa, Cuparella, SS. Cosmo e Damiano, Boccasacchi, Sellitti e Ventosa.

Altra data di notevole importanza per i sancosmesi è quella del 25 gennaio 1820 che vede l’elevazione al grado di Comune per i Casali sancita da Re Ferdinando I a parziale ricompensa dei torti e dei soprusi subiti dalle truppe gallo-polacche e, attraversando le varie tappe storiche del nostro suolo italico, giungiamo al 1928 dove un altro re, Vittorio Emanuele III, ne cancella l’autonomia aggregandolo al Comune di Castelforte per motivi prettamente politici e legati al rifiuto di aderire al nascente Partito Nazionale Fascista.

Per rendere l’idea di cosa abbia significato il periodo bellico per questa gente bastò ricordare che SS. Cosma e Damiano fu uno dei fulcri della famigerata quanto sanguinosa Linea Gustav: fu il punto dove le truppe franco- marocchine riuscirono a sfondare liberando, ma allo stesso tempo devastando con le loro scorrerie, il paese e i suoi cittadini. Testimonianza di quanto subito dai civili è il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile il 25 aprile del 2003.