Strame

LO STRAME (STRAMMA) 

La stramma è un tipo di erba perenne molto resistente, diffusissima nella nostra zona. In italiano l’erba di cui parliamo è detta ampelodesma, ed è anche indicata, a volte, con il nome generico di sparto o anche tagliaj2-32312mani, per via delle foglie taglienti che possono ferire le mani se prese non per il verso giusto. L’ampelodesma è stata nei secoli destinata a vari usi, a seconda delle località, dalle corde per le imbarcazioni all’arredamento rustico di case di campagna. Dai contenitori di cereali alle bruscole, cioè le gabbie entro cui si pone la pasta di olive macinate, fino, agli usi militari, come, ad esempio, la protezione delle trincee. Ne è stato inoltre sperimentato favorevolmente l’impiego nei lavori di sistemazione e di difesa verde delle pendici degradate, con comunità limitrofe e lontane. Su questa risorsa si è esercitato l’ingegno dei sampietresi, si è misurata la loro inventiva ed è cresciuta la loro fantasia. Gli elementi base per la produzione dei manufatti sono lo spago e la jettola. Lo spago è realizzato intrecciando a cordoni due gruppi, cucendo invece laimages (1) jettola si ottengono i manufatti più svariati dallo zerbino alla sporta, allo sportone e via dicendo. Altro manufatto che ha una lavorazione a parte è la scopa. Soppiantato dai manufatti in plastica oggi solo pochissime persone, per lo più anziane, la lavorano, ma lo fanno più per passione che come fonte di reddito, anche se a loro si deve il merito di aver saputo trasformare quest’artigianato in un’attrattiva turistica attraverso la produzione di borse, borsette, cappelli, sombreri ed addirittura ricavando dalle scope delle bambole apotropaiche, per allontanare il male.

L’artigiano della stramma (strammaro) è stato il mestiere più antico e il principale della fraziona di Ventosa, e ha rappresentato a lungo un tratto distintivo, oltre che una peculiarità locale.

Una leggenda narra che un giorno S. Paolo, diretto a Roma, si fermò nel paese di Ventosa e chiese agli abitanti una nuova sacca per proseguire il suo viaggio, cosicché questi molto generosi, non avendo tanto da offrirgli, ne intrecciarono una “con la stramma bagnata dalla rugiada di primo mattino e lasciata imbiondire al sole”.

La stramma è un’erba che cresce spontaneamente sui Monti Aurunci; detto generalmente saracchio o sparto, si raccoglie d’inverno, da novembre fino alla fine di maggio. L’erba si taglia con il falcetto nelle prime ore del mattino, quando la rugiada la rende meno tagStrammaliente, si sgrulla, cioè si separa dagli steli e si lega in fasci di 30 cm. che vengono messi ad asciugare a ventaglio nei periodi caldi, e si battono al tramonto con il martello.

Gli abitanti di Ventosa partivano in treno per la Toscana e Reggio Emilia e restavano fuori cinque o sei mesi l’anno portando con loro, oltre all’ago per la lavorazione, con una punta arrotondata e lungo 20 cm, i fili di strame, l’elemento base con cui si impagliavano sedie, fiaschi o altro, formato da sette maglie di stramma.