Tradizioni

I Santi Cosma e Damiano furono fratelli gemelli e nacquero nel III secolo p016_1_01in Arabia, probabilmente in Cilicia. La madre, rimasta vedova, li fece studiare ad Alessandria d’Egitto e i due giovani divennero medici, esercitando la loro professione in modo speciale perché non si facevano pagare: da questo fatto deriva l’appellativo anargiri, termine greco che significa “senza argento”, ossia “senza denaro”.

Il loro apostolato, le guarigioni e i miracoli, diffusero la loro fama in ogni angolo dell’oriente, ma gli valsero anche l’attenzione del prefetto Lisia, persecutore dei cristiani, il quale li torturò affinché rinunziassero alla fede. Alcuni narrazioni li vollero prima flagellati con nervi di bue, poi fatti precipitare in mare con una pietra legata al collo, poi bruciati vivi, crocifissi, lapidati, ma ogni volta i martiri sopravvivevano grazie all’intervento di un Angelo del Signore. Furono quindi condannati alla decapitazione e dopo la morte trasportati in Ciro dove fu eretto in loro onore un sepolcro. Papa Felice IV (526-530) fece trasferire le reliquie nel Foro Romano collocandole nella splendida Basilica fatta erigere nei pressi del Colosseo. Secondo antiche tradizionali orali risalenti ai nostri avi, sembra che durante un viaggio verso Roma i due santi si fermarono e pernottarono presso una grotta situata sotto il colle e precisamente alle spalle dell’altare maggiore della Chiesa. I Santi Cosma e Damiano sono patroni chiaramente di medici e chirurghi, ma anche di farmacisti e parrucchieri; i loro emblemi sono la palma e gli strumenti chirurgici dell’epoca come il cucchiaio. Si celebrano il 26 settembre.