I Santi Cosma e Damiano testimoni della fede e della carità

copertina ruggiero

Autore:Almerindo Ruggiero

Casa editrice: Edizioni Emmegi

Presentazione dell’autore.
Nato a Castelforte (LT) il 9 agosto 1949, vive attualmente in SS. Cosma e Damiano, sempre in provincia di Latina. E’ sposato con una docente di francese, ora in pensione, ed ha due figli. Dopo aver frequentato il Liceo Classico si è iscritto alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Napoli, scegliendo l’inglese come lingua e il francese e lo spagnolo rispettivamente come 2° e 3°.

Ha iniziato la carriera di docente di inglese in scuole pubbliche dall’anno scolastico 1973/74. Dal 1993, a seguito di un concorso nazionale, e fino al 2006, è stato prima Preside e poi Dirigente Scolastico sia di Scuole Medie che di Istituti Comprensivi in scuole delle province di Caserta e Frosinone. Dal 2006 è in pensione ed ha, quindi, più tempo per dedicarsi allo studio, alla ricerca e ai suoi hobby: la pittura e la musica in particolare. Fin da giovanissimo è stato sempre un accanito lettore, amante della musica, in particolare quella classica e lirica e un appassionato di arte.

Ama viaggiare e, in effetti, grazie anche alla sua buona conoscenza della lingua inglese e della lingua francese, ha potuto girare agevolmente per tutta l’Europa. Quasi sempre i suoi viaggi hanno avuto l’obiettivo di visitare le città d’arte, i più prestigiosi musei, le mostre e assistere a spettacoli musicali o teatrali.

Nel 2004 ha partecipato in Svezia al progetto Arion della Comunità Europea per i dirigenti scolastici. Fin da giovane ha scritto poesie, alcune delle quali pubblicate in antologie letterarie, nel 2007 ha pubblicato il libro “I Santi Cosma e Damiano testimoni della Fede e della Carità. Per la prima volta, ha voluto cimentarsi con un testo di narrativa: Una storia di Famiglia.

Recensione.
Un’autentica devozione, l’ammirazione, l’amore per i Santi, non possono prescindere dalla conoscenza della loro vicenda umana, del percorso di fede, del carisma, del culto loro tributato, di tutto ciò che, insomma, spiega perchè ancora oggi siano cose amati e venerati. Inoltre, l’ essenziale che tali conoscenze siano trasmesse alle nuove generazioni, perchè, soprattutto nei luoghi di culto ad essi consacrati, il loro insegnamento, l’esempio e la loro memoria continui a guidare e ad ispirare la vita civile e spirituale della comunità che li invocano come patroni e protettori.


Estratto dal libro.
Sarà a questo punto utile accennare anche, per completezza di argomentazioni, alla ritualità, ai gesti rituali compiuti dai fedeli e dai pellegrini, alle tradizioni che più caratterizzano il pellegrinaggio a questo luogo, come in misura e forme diverse si riscontrano praticamente in tutti i piccoli o grandi santuari, o in chiese e luoghi di culto, simili eppure diversi tra di loro.

La festa patronale, che culmina nella giornata della loro festa liturgica il 26 settembre (fino agli anni sessanta prima della riforma del calendario liturgico introdotta da Papa Paolo VI il giorno della festa era il 27 settembre), è celebrata con particolare solennità con la partecipazione di migliaia di persone ed un appuntamento al quale i sancosimesi, residenti o emigrati altrove, difficilmente mancano, anche se devono affrontare un lungo viaggio ed attesa con fervore già mesi prima.

Il 17 settembre, giorno in cui inizia la novena in preparazione della festa, un momento particolarmente toccante è l’esposizione delle venerate immagini dei Santi Patroni, rimossi dalla loro nicchia nella navata sinistra della Chiesa e, dopo un brevissimo giro tra canti e preghiere nella piazza antistante la Chiesa, solennemente esposti per tutto il periodo della novena nella navata centrale ai lati della scala di accesso al presbiterio, alla venerazione dei fedeli. Solitamente questo rito è come una anticipazione della solenne processione del 26 settembre, a cui prendono parte in gran numero soprattutto i membri della comunità parrocchiale, un rito per questo dal carattere più familiare, più intimo.

Nei giorni della novena, di solito un venerdì o un altro giorno antecedente la festa, durante la celebrazione della messa viene impartito il sacramento dell’unzione degli infermi ai malati, ai diversamente abili, agli anziani. Da qualche anno è stata introdotta anche una speciale celebrazione liturgica per i medici, i paramedici, gli operatori sanitari in genere che operano nel circondario, i quali, sempre più numerosi, rispondono all’invito loro rivolto dalla comunità con cui si ritrovano insieme per onorare i loro ed i nostri Patroni. Un breve cenno ad una usanza antichissima, ancora in uso, seppure in forma più discreta, ancora oggi. Si tratta della richiesta da parte dei malati o dei loro familiari di poter avere al proprio capezzale uno degli oggetti che le statue dei Santi hanno nelle mani, di solito il cucchiaio di S. Cosma o una delle palme, come segno di fiducia e di speranza nelle virtù taumaturgiche dei santi Medici, alla intercessione dei quali, nel momento difficile del dolore e della malattia, ci si affida. Poi, a guarigione avvenuta, secondo la volontà di Dio, quegli oggetti si riportano in Chiesa facendo celebrare una Messa di Ringraziamento cui di solito partecipava a partecipa lo stesso malato ed i suoi familiari.