Il paese che porta il nome dei Santi

copertina verrico

 

Autore: Elio Verrico

Casa Editrice: Parrocchia di SS. Cosma e Damiano

Presentazione dell’ autore.
Elio Verrico, insignito del titolo di “Cavaliere Ufficiale della Stella al Merito” di “Sua Altezza Reale il Principe Cesare d’Altavilla (d’Hauteville) dei Regni di Sicilia e di Napoli, Principe di Antiochia e Difensore della Civiltà Cristiana”, per l’Ordine di San Giorgio di Antiochia per “alti meriti umanitari e sociali” fu uno dei fondatori della pro loco. Molto impegnato anche in politica, ha rivestito per molti anni la funzione di segretario della locale sezione della Democrazia Cristiana fino a ricoprire la carica di Vice Sindaco negli anni ottanta. Marito e padre di due figli fu dipendente delle Poste dove iniziò la sua carriera come aiuto portalettere fino a diventare direttore dell’Ufficio Postale di Santi Cosma e Damiano prima e di Cassino poi ove concluse la sua carriera lavorativa.

Recensione.
La realizzazione di questo opuscolo ha lo scopo di far conoscere agli abitanti del luogo ed ai visitatori la fede, le opere, i miracoli, la vita e il martirio dei Santi Cosma e Damiano, nonché alcuni cenni di storia del paese prende il nome dai Santi Medici anargiri. L’autore nella prefazione scrive: “Spero che da questi miei umili scritti, chiunque possa trarre l’immensa forza di una testimonianza di fede, che i nostri santi hanno pagato con il martirio. Da parte mia, posso testimoniare che i Santi Cosma e Damiano, soprattutto nei momenti difficili della mia vita, sono stati abili intercessori di fede presso il Signore.”


Estratto del libro.
Molto apprezzate sono alcune tipiche pietanze legate al mondo contadino, che oggi diventano trend negli ambienti più ricercati come pasti etnici. Un esempio sono i fagioli cotti nella “pignatta” con fuoco a legna, conditi con olio d’oliva e serviti con pane casareccio e cipolla. Squisite sono anche le lumache alla salsa di pomodoro e patate, le salsicce di maiale nostrano, che non hanno pari, i prosciutti, “le crespelle” (frittelle di pasta ripiene di baccalà o cavolfiori).

Tra i dolci ricordiamo “gli susci” (frittelle insaporite con cannella) preparati in occasione delle feste natalizie; “gli struffi” (pasta fritta e bagnata nel miele); la torta di pandispagna imbottita con crema pasticcera denominata “pizza doci” (pizza dolce); le frappe e le “zeppole” (bastoncini di pasta fritti e zuccherati) preparati in occasione della festa di San Giuseppe.

Il centro storico del paese è occupato dall’imponente chiesa di SS. Cosma e Damiano; altre chiese presenti nel comune sono quelle di S. Martino a Ventosa, di S. Antonio da Padova a Campomaggiore, di Grunuovo, di San Lorenzo e della Volpara e la Chiesa dell’Annunziata in zona promiscua con Castelforte. Infine, sono ancora visibili i resti della chiesa di Santa Maria del Soccorso, distrutta dalla guerra e non più ricostruita.

I rioni del centro storico sono: La Piazza (Garibaldi e T. Rossi in passato era SS. Cosmo e Damiano), la Selce, gli Sellitti, gli Boccasacchi, gli Ciorni, La Ciaia, gli Cesaroni, la Cupa, la Cuparella, glio Macieglio e l’Annunziata. Ventosa, invece, ora viene considerata una frazione del Comune.

Un tempo solo il centro contava quattromila abitanti, oggi circa ottocento. I nuclei abitati tendono ad espandersi prevalentemente nella periferia del comune isolando sempre il centro storico.