Gli anni della ricostruzione nel sud pontino

Autore: Piera Casale

Casa Editrice:Elsa di Mambro Editore

Informazioni sull’autrice.
Piera Casale, nata a Milano il 19 luglio 1972 e insegnante di lettere presso gli istituti superiori, vive nel paese di Santi Cosma e Damiano (LT) ed è mamma di due figli. Giornalista pubblicista, si è laureata in lettere nell’anno 1998 e in filosofia nel 2003. Ha pubblicato con Elsa Di Mambro Editore “Gli anni della ricostruzione nel sud-pontino 1944-1948”, in cui ripercorre le fasi che hanno visto la nascita delle città pontine, la loro distribuzione nella seconda guerra mondiale ed il ritorno alla vita nel successivo dopoguerra.
Al libro è stato conferito il prestigioso “Premio della cultura” per l’anno 2005, da parte del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Recensione.
I paesi del Sud della provincia costruirono gli avamposti germanici della Gustav, la linea difensiva lungo la quale le truppe angloamericane sbarcate a Salerno nella notte dell’8 e 9 settembre 1943, fermarono la loro avanzata verso Roma anche per il sopraggiungere dell’inverno. Dopo il passaggio degli alleati, finito il terrore dei bombardamenti e conclusi gli sconvolgimenti determinati dalle operazioni belliche sul territorio, non si ristabilà certo la normalità della vita. Su una popolazione denutrita e indebolita da tante sofferenze materiali e morali infierà con particole durezza anche la malaria che miete migliaia di vittime. Il commercio dei residui bellici, come proiettili, fili, armi, oggetti utili per ricavare ferro, allumini, ghisa, ottone e rame, consente di placare la fame ma procurò anche feriti, morti e invalidi permanenti.


Estratto dal libro.
Ancora per tutto il 1945, le opere di ricostruzione dei fabbricati per uso abitazione erano eseguiti dai rispettivi proprietari e dalle amministrazioni locali che a tal scopo risentivano del magro bilancio comunale. Iniziavano intanto, nel primo trimestre a 45, i lavori di demolizione delle strutture murarie e pericolanti e di sgombero delle macerie, di riparazione dei fabbricati privati e di casette in muratura per alloggi dei senzatetto nei comuni di Fondi, Itri, Cori, Minturno, Castelforte, Cisterna, Terracina, Aprilia, Gaeta, Lenola, Formia, Roccagorga, Priverno, Littoria e Campodimele. Iniziavano o continuavano anche i lavori di riparazione di edifici pubblici a Littoria, Sezze, Aprilia, Gaeta, Cisterna, Terracina, Cori ed i lavori di riparazione della’acquedotto a Castelforte. Continuava la riparazione della strada Gaeta-Castelforte, della fognatura di Aprilia e la costruzione di sette ponti a Sezze, Terracina e Sermoneta. Un notevole beneficio veniva apportato alle comunicazioni dalla riattivazione della linea ferroviaria Roma-Napoli via Formia, dal ripristino del servizio postale e telegrafico, reso funzionante anche in alcuni centri minori, dalla riattivazione, sia pure in forma provvisoria, di alcuni autoservizi di linea colleganti i comuni maggiori della provincia di Littoria, quali Cisterna, Sabaudia, Priverno e Littoria. Durante il mese di maggio del 1945, iniziavano anche i lavori di ricostruzione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova, inaugurata circa un anno dopo, il 14 agosto del 1946 alla presenza di alcune autorità tra le quali la Onorevole Giacomo Ferrari, Ministro delle comunicazioni. La lentezza dei lavori di pubblica utilità era dovuta soprattutto ai problemi finanziari che assillavano i bilanci comunali. Scriveva il prefetto: Difficile appare la situazione  degli ospedali, orfanotrofi, istituti di ricovero ecc, i cui bilanci, non potendo essere integrati dallo Stato, devono fondarsi sulle proprie limitatissime risorse, che riducono necessariamente al minimo gli scopi assistenziali degli Enti suddetti, non essendo possibile adeguare esattamente le rette di degenza agli altissimi costi dei generi e dei servizi, dato che la gran massa di ricoveri  a carico dei dissestati comuni.

A causa del mancato finanziamento statale, nel luglio 1945, restava ancora molto da fare per il ripristino delle strutture varie, per la ricostruzione dei ponti e delle case di abitazione. Veniva lamentato il mancato o difettoso funzionamento degli impianti per il sollevamento dell’acqua che produceva una deficienza di acqua potabile, aggravata dalla persistente siccità. Ad Itri, per esempio, era assillante la questione dell’approvvigionamento idrico, i cui lavori di ripristino erano ritardati dalla mancata assegnazione dei tubi alla Ditta appaltatrice delle riparazione dell’acquedotto. Si auspicava che presto fossero aumentate le corse dei treni sulla Roma-Napoli e si lamentava l’alto prezzo dei biglietti sulle autocorriere.